Occhi, esiste una modalità “visione notturna” naturale

Secondo una ricerca condotta negli Usa, alcune cellule della retina cambiano il loro compito di notte per aiutare il cervello a riconoscere i movimenti

Gli occhi dei vertebrati, e dunque anche dell’uomo, possiedono un dispositivo naturale per la visione notturna. È quanto emerso da uno studio coordinato da Greg Field, dell’Università Duke, situata a Durham, nella Carolina del Nord, e pubblicato sulla rivista Neuron. Come si legge sul sito dell’ateneo, «i circuiti della retina, che si pensava fossero immutabili e programmati per compiti specifici, sono adattabili a diverse condizioni di luce», sostengono gli scienziati della Duke, che hanno identificato in che modo la retina si riprogramma per la scarsa illuminazione.

Analizzando l’attività elettrica di centinaia di neuroni dei topi, gli studiosi statunitensi hanno individuato quattro tipi di cellule della retina sensibili ai differenti movimenti in quattro direzioni: alto, basso, destra e sinistra. Nell'uomo questi neuroni direzionali rappresentano circa il 4% delle cellule che inviano segnali dalla retina al cervello. Nei roditori tale quota è pari a circa il 20-30%, perché il rilevamento del movimento è di vitale importanza per un animale che è spesso preda di altri animali. «La diminuzione della percezione del movimento è una problematica comune riferita da pazienti umani con grave perdita della vista - si legge ancora sul sito della Duke - Field ha affermato che questa scoperta sull'adattabilità dei neuroni retinici può aiutare la progettazione di protesi retiniche impiantabili in futuro».