La nuova piattaforma scientifica del Centro Studi all' ultimo Congresso della Società Oftalmologia Italiana

La nuova piattaforma scientifica del Centro Studi, che fa capo alla maggiore catena italiana di centri ottici, è stata introdotta in occasione dell’ultimo Congresso della Società Oftalmologica Italiana, che si è chiuso a Roma sabato 1° dicembre.

La presbiopia: fisiopatologia e correzioni ottiche disponibili” è il titolo del simposio organizzato il 30 novembre da Centro Studi Salmoiraghi & Viganò durante il 98esimo Congresso nazionale Soi, in occasione del quale è stato lanciato l’Osservatorio Presbiopia, piattaforma nata dalla collaborazione fra area tecnica e area medica che metterà a disposizione degli oftalmologi italiani studi, approfondimenti, supporti e strumenti su questo difetto visivo.  

«Chi mi conosce sa che sono il primo a schierarsi contro gli ottici e gli optometristi che abusano della professione di medico oculista, ma nella maggior parte dei casi ritengo che la collaborazione sia vincente», ha detto Luigi Mele alla nutrita platea di colleghi che hanno preso parte al simposio. 

Ad affiancare Mele nella presentazione della piattaforma, già disponibile sul sito del Centro Studi, c’erano Mario Bifani, Andrea Piantanida e Gioacchino Gesmundo, formatore di Salmoiraghi & Viganò. Insieme hanno messo in luce le possibili difficoltà dell’oculista nell’individuare la compensazione e, perciò, nel prescrivere la lente adatta che rispetti le necessità del paziente presbite. «Con questa finalità il Centro Studi ha elaborato un supporto operativo indirizzato agli oculisti, disponibile su una chiavetta Usb, da poter utilizzare ovunque: strutturata in sezioni, si tratta di una ricetta libera in cui basta selezionare il potere della lente, aggiungendo il tipo e i trattamenti consigliati – ha precisato Mele - Nella pratica quotidiana possiamo in sostanza suddividere i soggetti presbiti in tre categorie: si parte dal soggetto dai 40 ai 50 anni, ossia il giovane presbite che rifiuta l’idea di avere questo difetto visivo, per passare al 50-60enne che molto spesso utilizza la lente sbagliata perché ancora non accetta l’idea di soffrire di presbiopia, sino al soggetto che ha superato ormai i 60 anni che, in generale, è quello più facile da trattare perché ha l’obiettivo di raggiungere la soluzione ottica migliore dal punto di vista tecnico». Alle tre categorie Mele ne aggiunge un’altra. «I videoterminalisti, persone prossime ai 40 anni che, per motivi lavorativi, devono trascorrere molte ore al computer, a causa dell’iperattività del muscolo ciliare a causa degli spasmi accomodativi, che soffrono di pseudo presbiopia», ha sottolineato.

In occasione del simposio sono stati illustrati alcuni casi in base all’età del paziente e ai sintomi riportati durante la visita oculistica: Gesmundo ha dunque indicato il tipo di lente più adatta.

Di seguito le interviste video al Dott. Luigi Mele e ad Andrea Rendina.